Herbert
di franco hf cavaleri
Grace lo saprà, di tutto questo tuo agitarti dentro, caro il mio Herbert, senza di lei e della sua quieta presenza, del suo nascosto incoraggiamento, cosa resterebbe da fare se non impazzire?
Aveva già preparato le sue cose, stava per uscire dalla camera dell’albergo di Firenze, la stessa dove aveva passato così tante ore con Grace, poi si fermò un attimo: come scaturite da una vecchia cartolina poche parole gli esplosero davanti agli occhi riportandolo ai momenti belli, esaltanti degli anni verdi. Strappò un foglio dal suo taccuino, scrisse poche frasi come sorridendo loro, prima di scendere nella hall e di uscire in strada, correndo verso la stazione.
Prima però sarebbe passato dalla casa di Beatrice, un’ultima volta forse, per affidare alla sorte una nuova speranza, la voglia di non arrendersi, di lottare per la sua vita.
...la voglia di non arrendersi, di lottare per la sua vita
Entrando dalla porticina nella stanza di Beatrice due ragazze, forse le stesse universitarie del giorno prima, scorgono un uomo appoggiare un foglio tra gli altri nei due cesti davanti al camino, prima di scivolare loro a fianco facendo caracollare la borsa di viaggio tenuta a spalla.
Anche se è di fretta, ha quell’aria distinta che poco lo rende somigliante a un turista.
Le ragazze siedono attorno ai cesti, aprire e leggere i biglietti le incuriosisce, le rende felici. Una prende in mano la pagina, che aveva scorto di quell’uomo mentre la posava, la legge ansiosa di confrontare lo scritto alla figura di prima. No, non ha sbagliato a volerla leggere subito, pensa che ne sia valsa la pena mentre nei suoi occhi balena un lampo.
Passa il foglio all’altra con un gesto sollecitandola a leggere.
“Grace, ricordi? Ricordi quella volta... quell’aurora sulla spiaggia, da giovani ci credevamo: la prima automobile, il tuo abbraccio di ragazza, l’orizzonte del mare era il nostro unico limite.”
“Ero in fuga, ma non da te. Pensavo così di lasciarti i miei ricordi. Sbagliavo.
Ora ho compreso che devo tornare, perché tu mi aiuterai a lottare, perché abbiamo ancora strada da percorrere insieme, andando a quello stesso orizzonte verso cui camminiamo da sempre, per sempre.”
“Ciao, Herbert.”
28-continua
domenica 2 marzo 2014
Dove l'acqua scivola al Po
foto carlozanzi
Quieta domenica, ieri, nella bassa padana, dove tutta l'acqua scivola al Po, gli animali zampettano liberi nei prati nuovi e i campanili indicano con chiarezza le contrade.
Quieta domenica, ieri, nella bassa padana, dove tutta l'acqua scivola al Po, gli animali zampettano liberi nei prati nuovi e i campanili indicano con chiarezza le contrade.
12 anni schiavo
Mi sono preparato alla notte degli Oscar andando a vedere il film '12 anni schiavo', che di nomination ne ha ben 9. E in effetti merita. E' la storia vera, riassunta in una autobiografia, di Solomon Northup, un nero abile nel violino che vive da libero con moglie e figli e si trova all'improvviso, nel 1841, rapito senza documenti e quindi venduto come schiavo. Vivrà 12 anni in schiavitù, cambiando tre padroni e vivendo il dramma dei neri schiavi costretti alle più atroci umiliazioni e ai lavori più duri. Nel 1853 riuscirà a tornare alla sua famiglia e a scrivere la sua incredibile storia. Regia di Steve Mc Queen, ha un parte anche Brad Pitt, che è fra i produttori.
sabato 1 marzo 2014
Herbert 27
Herbert
di franco hf cavaleri
“Perché parlate sottovoce, voi intorno al mio letto, perché ce l’avete con me?”
“Maledetto orologio lì sul muro, è fermo, i minuti non passano mai.”
“Dovrebbe essere il nuovo giorno… no, è tornato indietro, l’orologio ricomincia daccapo, sono intrappolato in un tempo senza fine.”
“Il fuoco mi acceca, il muro si anima, i demoni mi ghignano addosso.”
“Ecco, sì, mi tengono qui per usare il mio corpo, mi toglieranno un pezzo dopo l’altro, mi faranno pagare quello che ho avuto, dando i miei pezzi agli altri.”
“Ho fatto del male a qualcuno? Forse è così, ora si scoprono parole che non ho detto, forse che ho pensato, forse scritto, con cui ho rovinato a qualcuno la vita.”
“Ora pagherà per questo la mia famiglia, a mia moglie toglieranno il lavoro, i miei figli andranno in rovina per colpa mia. Ma io non volevo far del male.”
“Ecco, sono un bambino, ho paura degli uomini cattivi, no, non fatemi del male, non fatemi del male… no, assassini, assassini, assassini…”
Vaneggiato, lento, arriva il primo lieve chiarore.
Il giorno sta arrivando, un giorno ancora, in un mondo sbiadito nelle nebbie della non-vita, senza colori. Nessun colore, solo bianco e nero.
Anzi no, neppure il nero messaggero del nulla terreno, bianco solamente.
Il chiarore dell'alba, il biancore di un altro giorno in cui ci sei, ancora stordito, a lottare per la vita. Comunque vivo. Comunque pronto a vivere la tua nuova esistenza.
“Dunque è questo, che mi toccherà?”
Herbert si riscosse ancora intontito, gettando lo sguardo al foglio bianco appoggiato sul tavolino, nella sua camera d’albergo, mentre il primo sole incendiava di rossi riflessi il vetro della finestra.
“In che modo ci potrò arrivare? Sarà poi davvero così?”
No, non c’era nulla da scrivere, soltanto tornare a casa, prendere Grace per mano, abbracciarla, parlare come tutte le volte che insieme avevano dovuto affrontare i problemi, stabilire gli obiettivi. Come quando avevano dovuto fianco a fianco lottare quella lotta senza fine per una esistenza che da ragazzi avevano sognato, voluto.
Non sarebbe stato facile, per Herbert, anche se si era abituato a mascherare i propri sentimenti, le sensazioni, le paure in una immagine di normalità.
Perché cerchi di svegliarti tutte le mattine, la spossatezza sempre più assillante, ti sforzi di andare al lavoro, di fare tutte le cose che tutti i giorni la gente fa, di nascondere il tarlo che ti rode dentro.
Pensare ogni istante alla “scommessa” che il destino ti ha messo davanti.
Trapianto sì, trapianto no.
Eppure lo sai che di carcinoma si muore, eppure non sai deciderti su cosa sia peggio.
Forse lo è il lento progredire verso una morte inesorabile preceduta da cure su cure, da ospedali, da crisi che ti portano via dalla gente. Forse e al contrario fa più terrore il mettersi in gioco tutto in una volta, entrando in una sala operatoria da cui esci all’istante forse vivo, oppure no.
27-continua
di franco hf cavaleri
“Perché parlate sottovoce, voi intorno al mio letto, perché ce l’avete con me?”
“Maledetto orologio lì sul muro, è fermo, i minuti non passano mai.”
“Dovrebbe essere il nuovo giorno… no, è tornato indietro, l’orologio ricomincia daccapo, sono intrappolato in un tempo senza fine.”
“Il fuoco mi acceca, il muro si anima, i demoni mi ghignano addosso.”
“Ecco, sì, mi tengono qui per usare il mio corpo, mi toglieranno un pezzo dopo l’altro, mi faranno pagare quello che ho avuto, dando i miei pezzi agli altri.”
“Ho fatto del male a qualcuno? Forse è così, ora si scoprono parole che non ho detto, forse che ho pensato, forse scritto, con cui ho rovinato a qualcuno la vita.”
“Ora pagherà per questo la mia famiglia, a mia moglie toglieranno il lavoro, i miei figli andranno in rovina per colpa mia. Ma io non volevo far del male.”
“Ecco, sono un bambino, ho paura degli uomini cattivi, no, non fatemi del male, non fatemi del male… no, assassini, assassini, assassini…”
Vaneggiato, lento, arriva il primo lieve chiarore.
Il giorno sta arrivando, un giorno ancora, in un mondo sbiadito nelle nebbie della non-vita, senza colori. Nessun colore, solo bianco e nero.
Anzi no, neppure il nero messaggero del nulla terreno, bianco solamente.
Il chiarore dell'alba, il biancore di un altro giorno in cui ci sei, ancora stordito, a lottare per la vita. Comunque vivo. Comunque pronto a vivere la tua nuova esistenza.
“Dunque è questo, che mi toccherà?”
Herbert si riscosse ancora intontito, gettando lo sguardo al foglio bianco appoggiato sul tavolino, nella sua camera d’albergo, mentre il primo sole incendiava di rossi riflessi il vetro della finestra.
“In che modo ci potrò arrivare? Sarà poi davvero così?”
No, non c’era nulla da scrivere, soltanto tornare a casa, prendere Grace per mano, abbracciarla, parlare come tutte le volte che insieme avevano dovuto affrontare i problemi, stabilire gli obiettivi. Come quando avevano dovuto fianco a fianco lottare quella lotta senza fine per una esistenza che da ragazzi avevano sognato, voluto.
Non sarebbe stato facile, per Herbert, anche se si era abituato a mascherare i propri sentimenti, le sensazioni, le paure in una immagine di normalità.
Perché cerchi di svegliarti tutte le mattine, la spossatezza sempre più assillante, ti sforzi di andare al lavoro, di fare tutte le cose che tutti i giorni la gente fa, di nascondere il tarlo che ti rode dentro.
Pensare ogni istante alla “scommessa” che il destino ti ha messo davanti.
Trapianto sì, trapianto no.
Eppure lo sai che di carcinoma si muore, eppure non sai deciderti su cosa sia peggio.
Forse lo è il lento progredire verso una morte inesorabile preceduta da cure su cure, da ospedali, da crisi che ti portano via dalla gente. Forse e al contrario fa più terrore il mettersi in gioco tutto in una volta, entrando in una sala operatoria da cui esci all’istante forse vivo, oppure no.
27-continua
Accadde...un anno fa
MARZO 2013
Venerdì 1 marzo 2013 – variabile, coperto
Sabato 2 marzo 2013 – sereno
Domenica 3 marzo 2013 – sereno, mite
Domenica primaverile ma si scia ancora a Brinzio e a Cunardo, si
prende il sole sui laghi e molta gente va al Sacro Monte. Ciò provoca lunghe
code e traffico in tilt. La Cimberio batte a Masnago la Juve Caserta 74 a 62 e
mantiene il primato in classifica.
Lunedì 4 marzo 2013 – sereno
Martedì 5 marzo 2013 –
variabile, coperto
Mercoledì 6 marzo 2013 –
pioggia
Giovedì 7 marzo 2013 – pioggia fine
Muore nella notte, nella sua casa luganese, Giuliano Bignasca, il
‘Bossi’ del Canton Ticino, leader della Lega dei ticinesi, personaggio ben noto
anche da noi. Molto probabilmente è stato il cuore, già malato, a tradirlo. I
funerali di Stato si svolgeranno sabato prossimo.
Venerdì 8 marzo 2013 – pioggia fine, coperto
Terzo giorno di pioggia e di grigio. La pioggia non è intensa,
contribuisce a eliminare le polveri sottili nell’aria e, insieme al rialzo
termico, favorirà certamente le fioriture, ormai prossime.
Sabato 9 marzo – sereno, variabile
La posa dei cavi per la fibra ottica in via Gasparotto ha provocato
lunghissime code, sin quasi ai confini di Azzate. E ciò durerà sino alla fine
del mese. Una zona già ad alto rischio
di traffico fermo diventa così impercorribile.
Domenica 10 marzo 2013 – variabile, mite
Fra le molte iniziative domenicali, si segnala al teatrino Santuccio
la presentazione del cd Woodin Stock, una compilation curata da Marco Zanzi,
che raduna i partecipanti alla nota kermesse estiva, ideata da Luca Guenna,
malato di Parkinson e grande amante di Elvis Presley. L’iniziativa porta avanti
lo slogan: Stop al Parkinson.
Lunedì 11 marzo 2013 – variabile
Martedì 12 marzo 2013 –
pioggia, coperto, schiarite
Mercoledì 13 marzo 2013 – variabile, coperto, poca pioggia
Giovedì 14 marzo 2013 – sereno, vento forte, freddo
Forte vento, un gran freddo, sole gelato e anche alcuni danni a tetti
e cornicioni. Torna con impeto l’inverno.
Venerdì 15 marzo 2013 – sereno, freddo
Inizia a Roma l’avventura di una nuova legislatura che avrà un
percorso senz’altro difficile, e non è detto che possa evitare il ritorno alle
urne, data la situazione ingarbugliata e la sostanziale parità di tre
schieramenti. La provincia di Varese si presenta nella Capitale con tre
senatori e nove deputati, un record di varesinità fra Camera e Senato.
Sabato 16 marzo 2013 - sereno
Iniziano oggi al
PalaWhirlpool di Masnago le Final four di Coppa Italia di pallavolo femminile,
grande evento sportivo che registrerà il tutto esaurito, vista la prevendita di
biglietti. Grande favorita è la Unendo Yamamay di Busto Arsizio, detentrice
della Coppa, che se la vedrà con la Mc Carnaghi, la Foppa Pedretti e Piacenza.
Domenica 17 marzo 2013
– neve
Neve di marzo,
comincia nella notte e in giornata ne scendono circa dieci centimetri. Nessun
problema per la viabilità. Finale di
Coppa Italia di volley femminile: vince Piacenza sulla Mc Carnaghi di Villa
Cortese, cioè vince Lucia Bosetti sulla sorella Caterina. Nella sede della
Famiglia Bosina, Festa dei poeti, con la presenza di molti partecipanti al
concorso Poeta Bosino 2012.
Lunedì 18 marzo 2013 –
neve, coperto
Altra neve nella
notte, se ne accumulano una quindicina di centimetri ma non c’è ghiaccio e il
traffico scorre con limitati rallentamenti. Poi la neve cessa.
Martedì 19 marzo 2013
– sereno, mite
Torna il sereno,
gelata notturna e al mattino il ghiaccio crea qualche disagio. Una quarantina i
varesini che devono ricorrere alle cure da Pronto Soccorso per cadute in
scivolata. Sale la temperatura e la neve si scioglie rapidamente. Roberto
Maroni presenta la Giunta regionale lombarda, nessun varesino fra gli
assessori, ci aveva fatto un pensierino Francesca Brianza, ex sindaco e
assessore provinciale, ma è rimasta a bocca asciutta.
Mercoledì 20 marzo
2013 – coperto, pioggia, via via sereno serale
Giovedì 21 marzo 2013
– sereno, molto bello
Una giornata stupenda,
a salutare il ritorno anche a Varese , cIttà giardino, della primavera.
Venerdì 22 marzo 2013
– sereno, velato
Giovanni Daverio detto
Jonny, amico di Bobo Maroni, neogovernatore della Lombardia, lascia la
direzione dell’Asl varesina pere un nuovo, prestigioso incarico in Regione,
chiamato dall’organista del Distretto 51.
Sabato 23 marzo 2013 –
coperto
Si rinnova per il 16°
anno la bella iniziativa ‘A scuola in bicicletta’, organizzata da
FiabCiclocittà e Legambiente, che coinvolge gli alunni delle scuole medie
varesine. Il meteo regge, fa freddo ma non piove, quindi è possibile fare il
giro intorno alla città, toccando le principali scuole di Varese. A Luino viene
scoperta una targa, dedicata a Piero Chiara (nato il 23 marzo 1913, quindi 100
anni fa), posizionata al Caffè Clerici.
Domenica 24 marzo 2013
– pioggia più o meno intensa
In una giornata fredda
e bigia, dove a Luino lago, cielo, monti e nebbie hanno identico colore, si
svolge oggi, al Teatro Sociale di via XXV Aprile, la cerimonia di consegna del
Premio Chiara alla Carriera 2013 al grande regista Ermanno Olmi, classe 1931, autore
di film indimenticabili. Un nome su tutti: L’albero degli zoccoli.
Lunedì 25 marzo 2013 –
nebbia, coperto, pioggia fine
Martedì 26 marzo
2013 - coperto, freddo, pioggia fine,
coperto
Gli assessori
provinciali Luca Marsico e Francesca Brianza salutano Villa Recalcati, poiché
sono stati nominati consiglieri regionali. Alla fine di aprile scadrà il
mandato del presidente Galli, ma sul futuro della Provincia aleggia il mistero.
Una legge dice che non ci saranno più le elezioni dirette dei consiglieri, e fa
riferimento ad un’altra legge che ancora non c’è. Probabile l’arrivo di un
commissario.
Mercoledì 27 marzo
2013 – coperto, pioggia, freddo
Timidamente si
schiudono le prime forsitiae, ma le temperature restano al di sotto della media
stagionale, non superando i 4° di massima.
Giovedì 28 marzo 2013
– coperto, pioggia, freddo
Venerdì 29 marzo 2013
– nebbia, coperto, variabile
E’ costata 230 mila
euro la mini tangenziale, inaugurata stamani, che permetterà di far defluire il
traffico dalla rotonda di Capolago all’autostrada e ai valichi svizzeri con
maggior facilità, raddoppiando le vie di fuga dal traffico, molto vivace
soprattutto al mattino e alla sera.
Sabato 30 marzo 2013 –
pioggia fine, coperto
Domenica 31 marzo 2013
– variabile, schiarita, vento
Un meteo tutto sommato
accettabile per il giorno di Pasqua, con una bella schiarita pomeridiana che
favorisce la passeggiata, per smaltire l’abbondante pranzo pasquale.
Carneval
foto carlozanzi
In questo momento il nostro Re Bosino (alias il santambrogino mio amico e vicino di casa Natale Gorini) sta ricevendo dal borgomastro Attilio Fontana, a Palazzo Estense, le simboliche chiavi della città. Sarà lui il 'padrone' di Varese, per la settimana del carnevale. Volevo andare a fare le foto ma il meteo infame mi ha trattenuto in casa. E non ho nemmeno un bimbo piccolo che -come nella poesia che allego- mi butti in faccia una manciata di coriandoli, ricordandomi che la vita è colorata e che ogni tanto bisogna perdere la testa!
In questo momento il nostro Re Bosino (alias il santambrogino mio amico e vicino di casa Natale Gorini) sta ricevendo dal borgomastro Attilio Fontana, a Palazzo Estense, le simboliche chiavi della città. Sarà lui il 'padrone' di Varese, per la settimana del carnevale. Volevo andare a fare le foto ma il meteo infame mi ha trattenuto in casa. E non ho nemmeno un bimbo piccolo che -come nella poesia che allego- mi butti in faccia una manciata di coriandoli, ricordandomi che la vita è colorata e che ogni tanto bisogna perdere la testa!
Carneval
di carlozanzi
Varès,
quatàda sü nel sabat grass,
pitüràda
e giüiusa ‘mè Arlechìn,
tira
innànz i sò carr e la baldoria:
Re
Busìn, Pin Girumèta, ul zopp, ‘na strìa.
In
pée, senza maschera e trumbèta,
vestì
di solit pagn, cumpàgn da ier,
vardi,
curiùus, la matàna du la gent,
mia
bun da fass vidè senza ritègn.
Ul
carö, valt me ‘na züca, smùrza ‘l cùur;
ciàpa
fiàa, scàpa via pö turna chi;
‘na
brencàva da curiàndul l’è par mi,
piögia
sèca, caréza d’alegrìa.
6
marzo 1999
Carnevale
Varese,
coperta nel sabato grasso,
pitturata
e gioiosa come Arlecchino,
tira
avanti i suoi carri e la baldoria:
Re
Bosino, Pin Girometta, uno zoppo, una strega.
In
piedi, senza maschera e trombetta,
vestito
dei soliti panni, uguale a ieri,
guardo,
curioso, la pazzia della gente,
incapace
di farmi vedere senza ritegno.
Il
figlio, alto come una zucca, spegne la corsa;
prende
fiato, scappa via poi torna qui;
una
manciata di coriandoli è per me,
pioggia
secca, carezza d’allegria.
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