foto carlozanzi
Ermanno Olmi mi è parsa una persona saggia, cioè consapevole del fatto che si debba gioire, come i bambini, per ciò che gli intellettuali chiamano piccole cose. Ha occhi che si commuovono e voce che trema, capace di stupirsi. Ha parlato della Chiesa ("Più la Chiesa è spoglia, più è accogliente"), della priorità della carità sulla fede ("E' più importante la carità della fede, noi molte volte diciamo di voler bene a qualcuno, ma spesso è una bugia"), della necessità di tornare bambini. Anni luce di distanza rispetto al Premio Chiara alla carriera dello scorso anno, Paolo Villaggio: i due sono più o meno coetanei, hanno passato gli ottant'anni, ma l'inventore di Fantozzi è rimasto indietro, si è fermato, anzi, è tornato indietro, balbetta. Ermanno parla e convince.
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